Sesto Stato 2018

BeraBicocca2018_ProgrammaInaugurazione_album_OK-1

Il premio Brera Bicocca 2018 al Maestro viene assegnato a Giangiacomo Spadari con la seguente motivazione:

“Non si conosce un altro artista pittore che, come  Giangiacomo Spadari, sia entrato così profondamente nella storia del secolo che ci ha lasciati raccontandola per immagini, usando il colore per imprimercele nella memoria, perché mai più ce le dimenticassimo.”

Raffaele De Grada

 

Giangiacomo Spadari

Nato a San Marino nel 1938, a Milano dagli anni ’60, Giangiacomo Spadari, vive tra Parigi e il capoluogo lombardo dove muore nel 1997. Alla prima personale, presentata da M.De Micheli alla Galleria Spotorno di Milano nel 1961, seguono quelle da Gianferrari nel 1965, alla Libreria Einaudi nel 1966 (vi espone il ciclo di dipinti presentati da V.Gregotti La contestazione autorizzata, primo atto del suo lavoro sull’analisi dell’immagine e del linguaggio dei mass media e sul ruolo sociale dell’arte, tema costante della sua pittura); da Bergamini nel 1968 con testo di G.Gassiot Talabot, da Schwarz nel 1970 (Due o tre cose che so di politica, con testo di A.Lunatscharski), alla Stefanoni di Lecco e alla Fonke di Gand. Dai primi anni ’70 lavora su icone legate a personaggi rivoluzionari, considerate attraverso l’ottica popolare, nei cicli de La rosa e il leone, presentato da Schwarz nel 1972 con scritti di Del Guercio, Guttuso, Schwarz, Spadari, Tadini, Trini, Zorzoli; Rosa Luxenbourg alla Galerie Poll, Berlino 1973. Nel 1972 espone anche alla Galleria Comunale di Modena e alla Galleria Inquadrature di Firenze; nel 1973 allo Studio della Quaglia di Verona e al Palais des Beaux Arts di Bruxelles; nel 1974 al Musée d’arte moderne de la Ville de Paris (ARC 2) e alla Galleria Bocchi di Parma. Inizia ad elaborare immagini cinematografiche famose come La corazzata Potemkin, L’angelo azzurro, che espone alla Galleria Rizzardi di Milano nel 1974. Nel 1975 presenta Garibaldi e il compromesso storico alla Galleria Borgogna di Milano (testi di G.Vettori e M.Perazzi) e il Mito di Garibaldi allo Studio della Quaglia di Verona e alla Galleria San Michele di Brescia, nel 1976 espone ancora Immagini da film alla Galleria Rizzardi di Milano, da Forni a Bologna, da Lanza a Intra (testo di E.Crispolti), alla Sfera di Modena e alla Galleria Inquadrature di Firenze; nel 1978 espone a Parigi, Galérie 2C, nel 1979 a Palazzo Diamanti di Ferrara (Tra cronaca e storia: il 68); tra 1982 e 1984 presenta Il tempo della natura da Bergamini a Milano (testo di B.Corà), alla San Michele di Brescia e alla Gradiva di Roma (testi di Crispolti e Guttuso). Nel 1985 espone a Barcelona, Madrid, Valencia. Nel 1988 presenta Il nuovo e la sua tradizione al Congresso del PSI a Rimini, nel 1988 La pitié de l’amour alla Galérie Bercovy-Fugier di Parigi (testo di J.L Prandel), nel 1989, nel 1989 espone I paesaggi della Biennale di Venezia a San Marino. Del 1990 un’antologica al Palazzo ducale di Pavullo modenese. Nel 1992 presenta I sette peccati capitali alla Galleria L’Eroica di Milano (testo di F.Poli), nel 1993 “Spadari – Amarcord” alla Galérie du Centre a Parigi (testo di P.M.Levergeois), nel 1994 personale alla Milennium di Milano. Del 1996 “Autobiografia”, ultima mostra vivente l’artista allo Studio Spaggiari di Milano (testo di T.Trini). Tra le rassegne postume, antologiche di opere 1962-1997 allo Spazio laboratorio Hajech a Milano e all’Ex Convento di S.Chiara in San Marino nel 1998 (testi di F.De Filippi e F.Pensa). Oltre alle mostre dei vari premi nazionali lungo gli anni ‘60 Spadari espone in collettiva nel 1966 alla Galleria Nuova Milano (Nuova situazione milanese), alla Galleria La nuova pesa di Roma (Aspetti della pittura e scultura a Milano); con De Filippi e Baratella alla Galleria Pagani a Milano nel 1967 e alla Galérie Ranson di Parigi nel 1968. Espone nello stesso anno a Nuovi materiali e nuovo linguaggio alla Galleria Vismara di Milano, alla Ière Biennale de l’Estampe a Parigi, a “Le poetiche e i linguaggi gestiti” a Salerno e ad “Alternative attuali”. all’Aquila. Nel 1969 realizza con Baratella, De Filippi e Mariani l’environment “Repressione all’italiana” per il Salon de la jeune Peinture al Musée d’art moderne de la Ville de Paris; nel 1970 partecipa ad “Arte contro”, su un testo di M.De Micheli, ad Arezzo, Ravenna, Grosseto, Rimini; “Kunst und Politik” a Karlsruhe, Wuppertal, Frankfurt, “Aspecs du racisme” a Parigi. Nel 1971 espone alla XVII Biennale di Milano; nel 1972 a “Giovane pittura in Italia” a Gennazzano, al Salon de la jeune Peinture al Grand Palais di Parigi e alla Quadriennale di Roma; nel 1973 alla XVIII Biennale di Milano, ad “Arte in Lombardia 1945-1973″ alla Villa Reale di Monza, a “4 pittori e una città: Milano” con Baratella, De Filippi, Mariani al Palais des Beaux Arts di Bruxelles e al Musée d’art moderne de la Ville de Paris nel 1974 (testi di Crispolti e Dypréau). Nel 1976 espone alla Biennale di Venezia e a “Storia e\o cronaca” al Ridotto del Teatro regio di Parma. Nel 1977 espone a “Mithologies quotidiennes” al Musée d’art moderne de la Ville de Paris, ad “Arte in Italia 1960-1975″ alla Galleria d’arte moderna di Torino, a” Quotidien, histoire, utopie” alla Maison de la culture di Grenoble. Nel 1979 espone ad “Aspetti dell’arte contemporanea” al Museo di Zagabria, nel 1981 a “Quando i pittori fotografano” alla Galleria comunale di Arezzo e a “Ricerche dell’arte italiana dal 1960 al 1980 al Palazzo delle Esposizioni di Roma; nel 1982 a “30 anni d’arte italiana 1950-1980″ a Villa Manzoni di Lecco; nel 1983 a “Il Pop Art e l’Italia” al Castello Visconteo di Pavia; nel 1986 espone alla rassegna “Rose und Karl” alla Penthonville Gallery di Londra e alla Quadriennale di Roma; nel 1988 torna alla Biennale di Venezia. Nel 1989 partecipa ad “Aspetti della pittura italiana dal dopoguerra ad oggi” al Museo di belle arti di Rio de Janeiro e di San Paolo del Brasile; nel 1990 espone a “Konkrete Utopie” a Düsseldorf e Zurigo. Dagli ultimi anni ’80 si dedica a ritratti di personalità della letteratura, delle arti visive e dello sport. Nel 1991 espone a “Memoria, metafora, mito” (con testi di Crispolti ed E.Pontiggia) a Villa Ponti di Varese e ad “Artistes italiens à Paris” a Metz; nel 1992 a “Pittura a Milano 1945-1990″ alla Permanente di Milano. Nel 1993 è presente alla rassegna milanese “La città di Brera”; nel 1994 a “Reale e immaginario” in S.Maria della Pietà di Cremona; nel 1997 a “55 artisti per il Che”, all’Umanitaria di Milano; nel 1998 con Baratella, De Filippi e Mariani allestisce la mostra “Percorsi nel mito: 4 artisti a Milano” in Palazzo Reale. Bibliografia S.Pegoraro, E.Crispolti, V.Fagone, A.Negri, Percorsi nel mito: Baratella, De Filippi, Mariani, Spadari, catalogo mostra di Palazzo Reale, Milano 1998.